Fiorenza Torricella , 32 anni, triestina, è una ricercatrice che effettuando una missione tra i ghiacci dell’ Antartide, come esperta in micropaleontologia e sedimentologia. Laureata nel 2016 in Scienze Geologiche all’ Università degli studi di Trieste, ha poi conseguito la laurea magistrale in Geoscienze e un dottorato di ricerca in Scienze della Terra presso l’ Università di Pisa, conseguendo il titolo di Dottore di Ricerca nel 2022. Attualmente lavora come borsista di ricerca presso l’istituto di Scienze Polari del CNR, nella sede di Bologna.
“Mi trovo in Antartide a bordo della nave oceanografica Investigator, battente bandiera australiana – racconta – dove sono stata coinvolta come esperta in micropaleontologia e sedimentologia. La spedizione rientra nel progetto COOKIES, il cui obiettivo è ricostruire le variazioni oceanografiche e ambientali, sia attuali sia passate, nell’area antistante i ghiacciai Cook e Ninnis. Questi ghiacciai – racconta – sono di particolare rilevanza perché, qualora dovessero andare incontro a una fusione completa, contribuirebbero da soli a un innalzamento del livello globale del mare equivalente ad almeno tre metri. Il progetto è particolarmente ambizioso, poiché si concentra su una regione ancora poco studiata: al momento, gli unici dati disponibili provengono da alcune carote sedimentarie prelevate nel 2022 nell’ambito del progetto italiano COLLAPSE di cui mi sono occupata direttamente analizzando i sedimenti dal punto di vista micropaleontologico e sedimentologico, con l’obiettivo di ricostruire le condizioni paleoceanografiche e l’evoluzione ambientale dell’area”.
Un’esperienza che sta regalando grandi soddisfazioni alla giovane ricercatrice, “ciò che mi gratifica maggiormente – dice – è la possibilità di contribuire in modo diretto alla comprensione dei processi oceanografici e glaciologici in una delle aree più sensibili e meno esplorate del pianeta. È particolarmente stimolante poter mettere a frutto le competenze maturate negli anni in micropaleontologia e sedimentologia, integrandole con approcci multidisciplinari e confrontandomi quotidianamente con ricercatori provenienti da diversi Paesi e ambiti scientifici”.
®Micol Brusaferro
