Dall’Australia a Trieste, un viaggio alle origini

Un lungo viaggio alle origini, iniziato da poco e destinato a concludersi a settembre. È la storia di Mario Gabrieli, triestino, da vent’anni trasferito in Australia, che sta realizzando un sogno. Percorrere in vespa, insieme al figlio Leonardo, di 11 anni, un itinerario che da Sidney li porterà a Trieste, attraverso Indonesia, Malesia, Thailandia, Laos, Cina, Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan, Azerbaigian, Georgia, Turchia, Grecia e poi risaliranno Albania e Croazia, fino a raggiungere il Friuli Venezia Giulia. Un’esperienza che i due stanno raccontando su Instagram e su un diario scritto, ogni giorno.
«Vivo in Australia da circa 20 anni – racconta Mario – mi sono trasferito inizialmente per lavoro, prima a Melbourne e poi a Brisbane, nel tempo Sydney è diventata casa, pur mantenendo un legame molto forte con Trieste e con l’Italia. Mi occupo di suono per cinema e televisione. Sono sound designer e production sound mixer: lavoro su film, documentari e serie TV, sia sulla presa diretta sul set sia nella post-produzione audio. Leonardo conosce Trieste attraverso i miei racconti e la storia di famiglia. C’è già stato due volte, quando aveva uno e due anni, ma naturalmente ricorda poco. Per lui questo viaggio è un modo per dare un volto reale a quei racconti, ma anche per scoprire il mondo passo dopo passo, senza fretta».
Il momento in cui affrontare una vacanza così lunga non è casuale. Il prossimo anno Leonardo comincerà la high school e non potrà assentarsi dalla scuola, mentre in questi mesi, con il supporto dell’istituto che frequenta, ha recuperato il materiale didattico necessario».
Le foto li mostrano sorridenti in sella alla Vespa, attrezzata al meglio per accogliere tutto il necessario per la trasferta e le diverse aree che attraverseranno mese dopo mese.
L’arrivo a Trieste è previsto a settembre. «Leonardo sta vivendo tutto con grande curiosità ed entusiasmo, per lui è una scoperta continua, ed è bellissimo – sottolinea Mario – poterla condividere insieme».
®Micol Brusaferro


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