Rocco Ceselin, nato e cresciuto a Gradisca d’Isonzo, ha costruito oltreoceano il suo successo con scatti di grande impatto, e più di recente anche con video. Con base a Los Angeles, dove è un fotografo di successo, con tante collaborazioni prestigiose, come quella con Emmy Magazine, la rivista ufficiale degli Emmy Awards, i più importanti premi televisivi negli Stati Uniti.
“Ho trascorso in Italia i primi trent’anni della mia vita – ricorda – da professionista nell’atletica. Sono stati fondamentali, è lì che si è forgiato il mio carattere, tra disciplina, sacrificio e obiettivi sempre un po’ più ambiziosi. Conclusa la carriera sportiva, ho sentito il bisogno di reinventarmi. Ho frequentato un corso di grafica pubblicitaria e ho aperto un piccolo studio di graphic e web design insieme ad un amico. Poi è arrivato un libro che ha cambiato tutto, “On the Road”di Jack Kerouac. Quelle pagine mi hanno acceso una scintilla, una voglia irrefrenabile di movimento e di nuove esperienze. Così ho deciso di partire. Non è stato semplice, soprattutto all’inizio, a causa delle difficoltà relative ai visti lavorativi negli Usa”.
La nuova vita per Rocco è in California, prima a San Francisco, poi Napa Valley ed infine Los Angeles. “Ognuna di queste tappe – dice -mi ha regalato qualcosa, accompagnandomi in un percorso veramente entusiasmante ed intenso”. Ora la sua base è L.A. «Mi occupo di fotografia commerciale e pubblicitaria e, nel corso degli anni, ho avuto l’opportunità di collaborare con diverse riviste, tra cui Forbes, Hollywood Reporter, Variety, Emmy Magazine, la rivista ufficiale degli Emmy Awards, Nature, Sag-Aftra e molte altre. Amo molto la possibilità di raccontare storie attraverso le immagini e il video, è un modo di osservare il mondo che porto con me tanto nelle produzioni a Los Angeles quanto durante i miei viaggi. Nella città degli angeli mi dedico principalmente alla fotografia pubblicitaria e ai ritratti – spiega – mentre nel nord della California ho coltivato una nicchia professionale che, in un certo senso, arriva “da casa”: il mondo del vino». È stato proprio questo settore a rappresentare il trampolino di lancio quando Rocco ha vissuto nella Napa Valley. «Ancora oggi, quasi ogni mese, torno a Napa e Sonoma – ricorda -per creare contenuti fotografici e video per diverse aziende vinicole. È un legame che continua a crescere e che mi permette di unire due passioni: la narrazione visiva e un territorio che per me ha significato molto».
Tra le più grandi gratificazioni professionali c’è il lavoro per gli Emmy’s «mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo nuovo, fatto di registi, attori, produttori, sceneggiatori – racconta – tutti creativi che collaborano e costruiscono insieme qualcosa di unico, tenendo sempre la porta aperta a nuove esperienze. Trovarmi in mezzo a loro è stato come avere un accesso privilegiato a un universo professionale e stimolante».
E poi ci sono le collaborazioni con realtà come Google, DreamWorks, Lenovo, Gaylord/Marriott Hotels, Albertson e altre grandi aziende. «È in quei momenti – sottolinea -che realizzi quanto il tuo lavoro e la tua passione vengano riconosciuti e apprezzati anche da colossi internazionali. Sono esperienze che non solo ti arricchiscono professionalmente, ma ti ricordano perché hai iniziato questo percorso».
Per Rocco la realtà di Los Angeles si sposa alla perfezione con i suoi interessi, «continua a portare con sé l’aura di un’antica Hollywood – dice – sognatrice, luminosa, ma allo stesso tempo spietata. Forse è proprio questo dualismo a renderla così affascinante e così difficile da afferrare del tutto». In questo periodo sta portando avanti anche un progetto dedicato proprio alla città, «un libro che racconta la vita “losangelina” da un punto di vista intimo, quotidiano, ciò che accade davvero a chi questa città la vive ogni giorno».
Pur lontano dal Friuli Venezia Giulia, Rocco torna a casa quando può, per ritrovare la famiglia, mentre la moglie l’ha raggiunto a L.A qualche anno fa, «vivendo all’estero per così tanti anni, si finisce per apprezzare ancora di più quelle piccole, preziose cose che la nostra regione sa offrire. Sono dettagli che ti rimangono dentro e che continuano a evocare una certa nostalgia, un richiamo affettuoso – conclude -che non passa mai».
©Micol Brusaferro
