La sua attività in Giappone ha appena ottenuto un importante finanziamento, con una carriera di successo già avviata da tempo del campo della ricerca, e con il desiderio di continuare a lavorare in ambienti internazionali anche in futuro. Michele, triestino, 31 anni, è un fisico all’Università di Tokyo. Dopo la laurea ha realizzato un dottorato in Francia ed è in quel momento che, grazie all’incontro con un professore, ha scelto di seguire un progetto in Oriente.
Una realtà molto diversa dall’Europa. «Tokyo è gigantesca, molto diversa dalle città in cui ho vissuto prima. C’è un senso di civiltà molto forte e in generale mi trovo bene. Anche sul fronte lavorativo è tutto diverso – aggiunge – ogni ricercatore procede nei suoi obiettivi in autonomia, c’è meno “brainstorming” e discussioni con gli altri colleghi. Inoltre, ed è un fattore molto importante, l’università di Tokyo assorbe la stragrande parte dei fondi disponibili e questo ci offre enormi possibilità». Tra le più grandi gratificazioni raggiunte finora dal triestino, «il finanziamento ottenuto poco tempo fa, che mi consentirà di rimanere qui sicuramente per i prossimi due anni, e in tempi ancora più recenti anche il fatto di aver fatto funzionare misure molto difficili nel mio campo. Un aspetto tecnico del mio lavoro, che mi ha reso indubbiamente molto soddisfatto». Per il momento Diego punta a restare in Giappone, «poi vedremo, tra le città che più sono aperte sul fronte della ricerca c’è Singapore, ma è presto – sottolinea – per pensare a ulteriori spostamenti». Le prospettive comunque sono di una strada che si articolerà all’estero, «ma non mi sento un “cervello in fuga” – puntualizza – non sono scappato dall’Italia. Credo che uno scienziato, che vuole fare ricerca nelle migliori condizioni possibili, debba guardare a tutto il mondo, indipendentemente dal Paese da cui parte. Non posso dire che a Trieste non mi siano state proposte offerte di lavoro. Ho scelto di partire semplicemente per massimizzare ciò che amo fare».
Micol Brusaferro
