
Tommaso Braida, triestino, 31 anni, fa parte del personale scelto nei mesi scorsi dal Ministero svedese dell’immigrazione per gestire l’accoglienza dei profughi ucraini. Flussi imponenti, che hanno determinato, nel Paese, un potenziamento degli uffici operativi in modo rapido, per aiutare le famiglie in fuga a trovare un rifugio sicuro.
Con una laurea in Giurisprudenza in tasca, conseguita all’università di Trieste, un dottorato in via di conclusione a Uppsala e una grande passione per le lingue, il giovane ha ottenuto prima un contratto a tempo determinato a giugno 2022, diventato indeterminato a dicembre.
«Dopo lo scoppio della guerra, a marzo in Svezia sono state attivate alcune misure temporanee, per affrontare il grande afflusso di persone che scappavano dalle zone del conflitto» spiega il ragazzo, «gli uffici non potevano sostenere come prima tutte le richieste che arrivavano e hanno deciso di inserire nello staff 100 persone, in una sezione dedicata all’emergenza. Studio da anni diritto dell’immigrazione, ed è un percorso che si è rivelato utile a quello di cui mi occupo attualmente». Tommaso riceve i profughi ucraini in uno sportello a loro riservato «dove insieme ai miei colleghi pensiamo a soddisfare le loro richieste, principalmente si tratta di concedere permessi si soggiorno, ma serve anche reperire un alloggio e un’assistenza economica. La sezione dove lavoro segue ben 15mila persone fuggite dalla guerra, numeri che hanno imposto, chiaramente, la predisposizione di una macchina organizzativa adeguata». A dicembre quel primo contratto a tempo è stato confermato dal Ministero in modo indeterminato, con grande soddisfazione da parte del giovane, che sottolinea come l’inserimento nel contesto operativo sia stato un passo importante, «sono arrivato a Uppsala nel 2017, ho speso anni solo lui libri, questo impiego mi consente di mettere in pratica le professionalità acquisite nel tempo e contemporaneamente mi permette di uscire da un contesto un po’ isolato e stressante, legato all’ambiente dello studio. Ora posso vivere pienamente la vita della città, anche dal punto di vista della socialità, grazie a colleghi e nuovi amici. In più sento una maggiore stabilità in generale, garantita da un’occupazione fissa». A contribuire all’ingresso nel mondo del lavoro anche l’amore sviluppato nel tempo da Tommaso per le lingue, «in ufficio si lavora in svedese, impararlo non è stato semplice, anzi, parecchio faticoso. Ma non ho mai mollato, ci ho messo grande dedizione ed è stata una bella conquista. Si parla naturalmente anche in inglese. E poi negli ultimi dieci anni ho sviluppato una passione per lo spagnolo, mi piace anche il tedesco e ho avuto l’opportunità di apprendere il cinese, grazie periodi di scambio di sei mesi, trascorsi nei tre Paesi». Una ricchezza che gli ha permesso di viaggiare e di conoscere, nel corso degli anni, comunità e culture diverse, un bagaglio di conoscenze che intende arricchire ancora. L’intraprendente triestino si prepara a concludere a breve il dottorato a Uppsala, mentre guarda al futuro pensando a ulteriori opportunità che potranno arrivare, «la mia indole mi spinge a cercare sempre nuove competenze, nuovi obiettivi, a crescere, senza mai fermarsi. Il lavoro ottenuto resterà prioritario, credo di aver avuto una preziosa opportunità in tal senso, che va conservata e valorizzata, ma non mi spaventa il pensiero di poter sperimentare a provare a raggiungere altri traguardi professionali e personali».
Micol Brusaferro
